A Matera con Noi

Assaggi della Capitale Europea della Cultura

Con noi in Bus privato da Bari

Visita guidata, intera giornata

Pranzo

Validità: tutto l'anno

Quote  € 50 per persona

 

 

Matera: assaggi della Capitale Europea della Cultura

Con noi in bus privato da Bari, intera giornata visita guidata dei Sassi, pranzo

 

 


Programma:

MATTINA:

Ci ritroveremo a Bari, largo 2 Giugno (lato Trony) per partire alle 8.30 per la città dei Sassi, già Patrimonio Universale dell'Unesco, designata Capitale Europea della Cultura per il 2019.

Arriveremo dopo circa 1 ora. La visita partirà da Piazzetta Pascoli, adiacente a Palazzo Lanfranchi (sede della fondazione Carlo Levi, che ospita numerosi quadri dello scrittore-scultore che soggiornò confinato ad Aliano, piccolo comune del materano, durante il periodo fascista). Qui incontreremo la guida che ci accompagnerà alla scoperta delle meraviglie della città.

Dopo aver ammirato e fotografato il paesaggio del Sasso caveoso dal Belvedere, scenderemo, attraverso i suggestivi vicoli del Sasso Caveoso, verso piazza S.Pietro Caveoso.

Da qui procederemo alla visita di alcuni suggestivi siti: la Chiesa dei SS. Pietro e Paolo, abbarbicata sul costone destro della gravina, che conserva reperti di notevole valore e bellezza; le chiese rupestri comunicanti di Madonna de Idris e di San Govanni in Monterrone, scavate in una roccia che si erge fra le case, chiamata Monterrone. In esse si possono ammirare alcuni affreschi di notevole bellezza ancora ben conservati.

Non lontano si trova la chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve, che ospita affreschi del XII e XV secolo, ottimamente conservati, e la Casa Grotta, che riproduce in ogni particolare la tipica casa abitata dai contadini sino alla metà del XX secolo, arredata con gli attrezzi di uso quotidiano.

Al termine di questo percorso risaliremo "al piano", in piazza Vittorio Veneto per il pranzo a base di piatti tipici lucani in un bel ristorante con terrazza panoramica sul Sasso Baresano.

POMERIGGIO:

Dopo pranzo, la guida ci condurrà in una passeggiata attraverso le caratteristiche strade del piano verso piazza Duomo (non visitabile perché in restauro), da dove si gode una vista imperdibile del Sasso Baresano. Potremo ammirare la splendida facciata del Duomo costruita nel XIII secolo con il suo magnifico rosone.

In seguito potremo visitare il "Palombaro lungo", immensa cisterna di raccolta delle acque meteoriche che un tempo serviva tutt la città, ancora perfettamente utilizzabile.
Prima della partenza per il rientro a Bari, avremo tempo per una passeggiata libera fra i suggestivi vicoli.


Arrivo previsto per le 20.00.

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Pranzo in ristorante con vista mozzafiato sui Sassi
Un percorso alla scoperta della gastronomia lucana

Capuntini con funghi cardoncelli e salsiccia di pezzente su letto di purea di cicerchia e cipolla fritta

Calzoni farciti di ricotta dolce e cannella con bucce di mandorle in salsa di ragù di carne mista

Tavolozza di salumi e formaggi tipici Lucani (caciocavallo podolico, pecorino di Moliterno, ricotta di mucca ,salsiccia Lucanica , capocollo Lucano)

Crapriata di leguni tipici (grano, ceci neri ,fagioli vari , fave ecc. ) con baccalà alla Materana

Patata al forno con cipolla, Peperoni cruschi di Senise
Terrina di cardi al forno

Sfogliatine calde con crema pasticciera , sfoglie di mandorle caramellate, pasticceria secca di mandorle

Aglianico di Venosa 14° gradi , acqua minerale, caffè.

 


Quota per persona: euro 50

Quota bambini: euro 40

Ingressi ai siti esclusi, circa 10 euro per adulto

 

La quota comprende:

- trasporto in bus privato (minimo 30 partecipanti) da Bari a/r

- visita guidata intera giornata

- pranzo, bevande incluse

 


 

  


Matera
designata Capitale Europea della Cultura 2019 

Al di là della scontata e generale soddisfazione dell’Italia intera e della Basilicata in particolare, per il fausto verdetto su Matera Capitale europea della Cultura 2019, quello che colpisce è l’aver identificato Matera tutta e non solo i Sassi (dichiarati Patrimonio dell’Umanità dal 1993), come organismo edilizio pregevole e luogo evocativo di un sistema di vita che oggi definiremmo ecosostenibile.

Già fu sorprendente che l’Unesco, invertendo una tendenza, scelse questo straordinario agglomerato, come primo sito del Sud patrimonio dell’Umanità. Non era facile, anzi non lo è tuttora, definire ed accettare nella realtà italiana di centri storici magniloquenti medievali, rinascimentali o barocchi, specie dopo le altre due città che nel passato ricevettero l’ambito attestato, ossia Firenze e Genova, un contesto in cui l’elemento predominante è la stratificazione di epoche e di connotazioni, dai pregevoli ma sobri palazzi nobiliari all’architettura rupestre con l’unicità del suo tessuto abitativo e della sua morfologia urbana. Quello che colpisce, in attesa di conoscere le motivazioni della scelta, peraltro non unanime, è quindi l’originalità ed il coraggio di privilegiare una realtà architettonica non scontata, non patinata, ma unica, raffinata e nel contempo rude, monolitica e monocromatica, non dotata di eccezionali e conosciutissimi monumenti ma essa stessa un monumento eccezionale.

Perché Matera, ovvero la Città di pietra, e più in particolare i rioni dei Sassi, costituiscono e rappresentano la simbiosi perfetta tra architettura e natura, tutt’uno forma e materia; è anzi architettura che diventa scultura, al pari delle “meteore” greche, come motivò l’Unesco: “L’equilibrio tra intervento umano e l’ecosistema mostra una continuità per oltre nove millenni, durante i quali parti dell’insediamento tagliato nella roccia furono gradualmente adattate in rapporto ai bisogni crescenti degli abitanti”. L’origine antichissima di questa città, prima greca poi romana con il nome Civita, sul cui perimetro si sviluppò la città medievale e che mantiene pressoché intatto il suo fascino discreto, ha subito per fortuna poche manomissioni; anzi proprio nella zona dei Sassi, a seguito del loro rilancio, dove sussisteva il pericolo del ricorso al caratteristico, al pittoresco all’ostentato povero, ci sono state alcune prove di giusto equilibrio tra conservazione ed innovazione e si auspica che questa tendenza continui.

D’altra parte ha significato qualcosa la presenza o passaggio di raffinati intellettuali quali Manlio Rossi Doria, Umberto Zanotti Bianco, Giustino Fortunato, Zanardelli e poi di uno dei padri dell’urbanistica moderna Luigi Piccinato che firmò il Piano Regolatore, senza dimenticare anche di Carlo Levi che, con il suo drammatico ed apparentemente offensivo epiteto di vergogna nazionale attirò per primo l’attenzione sulle condizioni di degrado in cui versava la parte più povera della città. Il primo risanamento igienico, dopo la denuncia di Levi, fu avviato negli anni ’30 con un ambizioso piano denominato Per la più grande Matera con l’avvio di opere pubbliche ed assetto idro-geologico secondo la prassi dell’epoca, anche a Genova adottata, cioè l’incanalamento dei torrenti (chiamati grabiglioni) che da sempre avevano caratterizzato lo sviluppo dei Sassi.

Un dibattito sempre acceso e propositivo, ha sempre animato questa città sospesa tra il marchio di vergogna nazionale e quello di patrimonio dell’Unesco nella sua componente più povera, sino a Città Europea della Cultura: sarà stata anche questa determinazione a non cancellare nella memoria collettiva un passato che per alcuni sarebbe stato un imbarazzo per elevarlo a simbolo del connubio inscindibile tra architettura e natura. Matera tutta, (non solo i Sassi), la città di pietra, è Materia che si fa arte, povertà che diventa ricchezza e bellezza, disagio che si trasforma in opportunità. Questo è il messaggio che, se saprà ben valorizzare il suo patrimonio edilizio, potrà diffondere a tutta l’Europa.

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/22/matera-la-citta-di-pietra-potrebbe-traformarsi-in-unopportunita/1163473/

 

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